TIRRENIA........2020

Io lo sento e voi?
Il Gi sul collo impregnato di sudore e sabbia, i piedi immersi totalmente tra i granelli fini, le mani aperte verso e oltre il mare.
E lo sguardo
lontano, oltre noi, oltre la vita terrena che ci tiene ancorati tra sabbia e cielo.

“Yoi”
E il Silenzio,
tensione armoniosa che cresce,
energia che si sprigiona.
Noi che raccogliamo il coraggio terreno, prendiamo in mano la vita e la viviamo tutta in quel momento.
Vi vedo esplodere insieme, mani chiuse, cuore aperto.
Non vi arresterebbe neanche il mare in tempesta, perché lo state cavalcando insieme.
Energia vitale,
fino all’ultimo kiai, fino all’ultimo respiro, fino all’ultima vibrazione.
La polvere di sabbia che vortica tra noi in un ballo senza regole ed esitazioni.

“Kiai”
L’ultimo che ridefinisce l’orizzonte e richiama a sè il silenzio più capace che conosco. I piedi paralleli che ora sprofondano con una consapevolezza diversa. Ricomposti e più presenti che mai, emozionati dalla forza vitale sprigionata.

Mi unisco a voi oggi in un kata,
tra sguardi vivi e cuori caldi.

Ritornerò li ogni volta che sentirò quel richiamo e quell’odore inconfondibile di Gi nella sabbia.
Ritornerò ad unirmi a voi per prendere il volo in un kata.
Ritornerò quando mi sentirò occludere la gola e mi servirà ossigeno per tenere i piedi ferrati a terra.

Tornerò e ritornerò.
Certa di sentirvi tutti.

Un abbraccio da Giulia.

Tirrenia ~ Dipinto: Silvia Brianti

 

 


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l'altro giorno vi ho scritto del mio Giardino.


Oggi vorrei scrivervi di un Giardino ancora più profondo quello dell'Anima,

lì non c'è materia ma solo Spirito.
È importante questo spazio....(qualcuno la chiama meditazione).

Ognuno di noi ha la possibilità di scegliere cosa mettere.

Prendersene cura nei minimi dettagli è una  responsabilità amorevole verso noi stessi.
In quel luogo nessuno potrà portarci via NULLA.
Lì ci sarà il nostro Tesoro.
Questo Giardino è fatto di momenti,  esperienze di Armonia, Bellezza e Pace.

Per creare questo spazio ci vuole Pazienza e Dedizione

quel luogo diventerà intimità con noi stessi......

 

 

Salvatore          Aprile 2020 

 

 

Il Pensiero………

 

A te che sei nella ricerca della Verità del tuo cuore,

non sottovalutare l’importanza dei tuoi Pensieri.

Abbi cura del tuo pensiero,

perché il pensiero è una parte della creazione, un livello ancora non manifesto.

Nascono semplicemente

 a volte sono indicatori per la nostra crescita personale, un invito.

Ma il Pensiero può essere anche come un virus:

entra, contagia e si espande,

non sottovalutare la sua forza, studialo e rifletti.

Allenati nel riconoscere la differenza

da un pensiero positivo a uno negativo e poi, a te la scelta.

Ascolta, quando arriva un pensiero,

dove lo percepisci nel corpo:

nella pancia, nel petto o nella testa??

Cerca l’antidoto per trasformare i tuoi pensieri, 

riconosci dove stai meglio, l’antidoto è sempre quello:

“L’AMORE”, ma non confondere l’amore con il buonismo.

L’AMORE è una scelta continua verso l’ARMONIA.

 

 

Salvatore       Aprile 2020

 

 

Il mio Giardino.......

 

Oggi nel Silenzio è giunta un'immagine nel mio Cuore......

Un Giardino fatto di tante varietà di fiori (cose, persone, con tanti colori diversi),

fatto di Passato e Presente, una semina di oggi per un Futuro migliore.
Il mio Giardino come la mia Vita ha bisogno di cure, di attenzioni, d'Amore:

questa è la mia scelta di oggi, prendermene Cura.
Voi siete parte del mio Giardino!!!!

Auguro a tutti voi un Giardino fatto di Amore e Amicizia.


Salvatore

 

 

Riflessioni  marzo 2020

il nostro Karate è KarateDo nel momento in cui lo scegliamo come luogo di esperienza e indagine, trovando nella pratica rassicurazione e smarrimento, empirismo e razionalismo allo stesso tempo.

Questo avviene  se siamo disposti a donarci completamente durante la pratica.
Dobbiamo mollare l’ancora ed affrontare le burrasche come la calma navigazione verso l’orizzonte, sospinti dal vento del gorei e dalle maree di sempai e kohai.

Se rimaniamo distaccati emotivamente non potremo mai comprendere il senso, carpire l’invito, cogliere il frutto.

In questo luogo dobbiamo avere il coraggio di far emergere le nostre paure e fragilità, fortificarci attraverso la pratica nell’introspezione del Khion, nella fusione del kumite e nell’esplorazione del kata.

La paura porta all’irrigidimento, alla paralisi, allo smarrimento e alla fuga.
Allora dovremo rilassarci attingendo a respiro e mokuso; rendere più elastici i nostri corpi attraverso il taiso; focalizzare la forza portando tutto nel punto; accogliere l’attacco e smorzarlo.

E quando saremo noi tori dovremo attivare ogni strategia per richiamare uke alla presenza, alla partecipazione, alla fusione, dando il meglio di noi.

La vita e la morte hanno lo stesso valore, ma è come le affrontiamo che dà il sapore.

Questa è l’esegesi della nostra pratica e questo ci porta ad essere umani migliori.

Attingiamo dalla nostra esperienza di karateki per affrontare al meglio il presente.
Cogliamo il significato dei nostri keiko per metterli a disposizione della nostra quotidianità.

Guardiamo l’orizzonte degli eventi con fiducia perché è la nostra storia e non vogliamo fuggirla.

Jorge Borges

 

 

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